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IL GIORNALE CHE GUARDA AL FUTURO
Redazione: 06/04/2021

LAVORO, LOKDOWN E FAMIGLIA: DALLA PARTE DELLE DONNE

È possibile essere donna, lavoratrice, madre, figlia e caregiver? Gli strumenti per la conciliazione vita-lavoro, i rischi psicologici conseguenti a questa pandemia e possibili soluzioni alle difficoltà delle relazioni endofamiliari.

di Rosanna Favulli

Il 29 marzo alle ore 21 si è tenuta in diretta live sulla pagina di Piattaforma Milano (https://fb.watch/4HUbps1bF4/) un incontro su: lavoro, lokdown e famiglia con una visione di genere. Già perché questa pandemia che ha toccato tutti, ha visto in particolare l’ennesimo sacrificio dalla parte delle donne.

Emanuela Teatini - Direttore Organizzazione e Risorse Umane MM Spa; Angelo Colombini - Segretario Nazionale CISL e Silvia Bassi - psicologa e criminologa, insieme alla coordinatrice delegata della Commissione Welfare, Terzo Settore e politiche della famiglia, Rosanna Favulli e la delegata Pari Opportunità, Anna Gesualdo hanno dialogato e fatto un’attenta analisi sul tema.

Dall’incontro è emerso che serve una forte sensibilizzazione su questa tematica.
A tal proposito è necessario implementare la medicina del lavoro, l’isolamento ambientale causato dal lavoro agile può diventare pericoloso.

Da strumento di conciliazione vita e lavoro, la pandemia ha fatto emergere che potrebbe diventare un modus operandi, con particolare attenzione per le donne che devono portare avanti sia i carichi famigliari sia quelli lavorativi.

Diventa una necessità proporzionare i servizi educativi e di cura alla vita di lavoro, per rendere la vita stessa dignitosa, servizi essenziali e accessibili a tutti; il legislatore deve potenziare questi servizi che non possono essere alternativi al lavoro agile, che è lavoro a tutti gli effetti.

Studiare e strutturare una rete che coinvolga tutti, a partire dal Terzo Settore o dal singolo cittadino, per evitare uno scollamento dalla vita quotidiana e quella lavorativa e per sostenere un welfare per la famiglia.

“Il lavoratore agile ha diritto”, la terminologia individuale diventa un rischio; “nessun uomo è un’isola”, serve trattare la tematica all’interno di una elaborazione complessiva per evitare un individualismo di massa.

Proposte che devono coinvolgere imprese e sindacato per implementare politiche del lavoro, della famiglia e delle donne. Una politica che deve avere una visione italiana ed europea, una visione che va’ al di là della nostra provincia e della nostra regione.

L’occupazione femminile può rilanciare un’idea di Paese; la donna non è colei che sta all’interno di una vita, la famiglia o il lavoro, ma è creatrice di ricchezza. La donna lavoratrice porta lavoro, permette di aumentare l’occupazione.

È preoccupante che una donna su quattro lascia il lavoro per poter portare avanti una gravidanza. Bisognerebbe creare le condizioni affinché vi sia corresponsabilità della famiglia, ovvero che tale fase della vita diventi un’opportunità per tutti. Rilanciare culturalmente ed educativamente questa reciprocità di poter creare una famiglia, una conciliazione del lavoro e della famiglia che non può essere solo al femminile ma che deve coinvolgere tutti.

Prima ancora del salario è di occupazione dignitosa che si deve parlare, soprattutto politicamente. “Ogni lavoro ha la sua dignità, perché al servizio di un qualcosa di più grande o di una persona”:

Quando non esiste un pregiudizio tra politica, sindacato e imprese, ma collaborazione, si riescono a creare proposte e riconoscere alle persone una serie di servizi ben precisi: educazione, lavoro di cura ma anche tempo libero. Significa riconoscere un percorso per le persone.

Una persona ha il diritto di lavorare in salute, di tornare a lavorare e di non lavorare solo in smart working perché deve continuare ad esistere il rapporto umano con le persone. Anche l’ambiente di lavoro deve avere la sua dignità. Conciliare la vita di lavoro e il tempo libero diventa il cuore di tutte le discussioni perché tiene conto del diritto della persona.

Rilanciare proposte ben precise per parlare di conciliazione e famiglia. L’assegno unico va verso questa idea e Piattaforma Milano si impegna ad essere in grado di diffondere proposte su queste tematiche.

La pandemia ha generato una grave recessione femminile, donne “costrette” a fare home working e school working a causa della didattica a distanza. Donna, madre, insegnante, caregiver e molto altro ancora, con un aumento di disagio con ripercussione di psicopatologie conclamate nei prossimi anni. Una difficoltà che si collega alla resilienza, con la possibilità di reinventarsi nonostante le difficoltà e gli imprevisti; per questo servono progetti che aiutino ad aumentare dignità e autostima.

Ci sono stati anche incrementi sulle violenze oltre che disagi e difficoltà psicofisiche dettate dal periodo attuale.
Il lockdown ha messo a rischio anche separazioni e vertenze, la convivenza forzata ha determinato una diminuzione di spazi e di libertà.

Dobbiamo in qualche modo fare rete, creare attenzione, costruire e valorizzare il ruolo delle donne.

Si è toccata anche la tematica su lavoro e immigrazione, tematica che presto Piattaforma Milano tratterà specificatamente con un prossimo incontro per trovare anche su questo proposte e idee da mettere in campo.

Sia la politica, e quindi anche Piattaforma Milano, a fare proposte mirate e aprire al dialogo per sensibilizzare tutti perché si possa, insieme, creare un futuro migliore e servizi utili per poter migliorare la qualità della vita professionale e familiare dell’uomo e della donna. Diventi un punto di partenza e non di arrivo questo momento che stiamo vivendo: servizi accessibili a tutti.

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